A me piacciono le città del Nord.
Quelle con la nebbia.
La nebbia, invece, non mi piace.
Perché non sono abbastanza del Nord.
Trovo divertente e ironica qualsiasi situazione che vagamente somigli al “faccio cose vedo gente” di Nanni Moretti, perché nella commedia delle parti riesco a essere cinica e a fare una battuta divertente all’inizio; scioglie la tensione, pare.
Ma le situazioni “faccio cose vedo gente” mi stufano, dopo un po’.
Con le dovute eccezioni.
Sono circa 210 più 40 i chilometri che separano Piacenza da Cuneo.
Cuneo è una città fredda, del Nord. A Cuneo c’è una piazza enorme e i portici, come a Torino. A Cuneo poi c’è anche Grom, la gelateria, che qui a Milano sta a 10 minuti da casa mia, ma a voi lo so non vi frega nulla.
21 sono gli anni che mi dà un tizio.
“27? davvero? Non sembra”
“sì lo so, lo dicono tutti.”
“e che fai nella vita?”
“il suo ufficio stampa.”
“dai? sul serio?”
“no.”
Alle ore 21 inizio a sentire un contrabassista bravissimo che ha meritato tutti i miei applausi migliori. Il contrabbassista è il mio mestiere della prossima vita. O il contrabassista o il pasticcere. O un lavoro di pancia o di rifinitura.
Un po’ come i bravi scrittori, che lavorano di pancia e rifinitura.
Ma in un’altra vita, dicevo, vorrei essere un contrabbasista. Tanto, lo so, c’arrivo anche se rinasco bassa.
Ma a voi lo so non vi frega nulla nemmeno di questo.
2 sono le persone che conosco e con cui parlo volentieri, stasera.
Birra, il Molise.
Sì, il Molise esiste. E non produce solo mozzarelle. E caciocavalli (che rondono buono il cibo, ma è tutta una finta anche quello).
“8 gradi a stomaco vuoto è un rischio. io prendo la cioccolata.”
Birra, dicevo. Fortuna che reggo l’alcol. Alla fine, nelle situazioni “faccio cose vedo gente” se sai bere sei un passo avanti. Puoi iniziare da lì a parlare del grado alcolico degli alcolici; è come quando non sai che dire a un tipo in aula studio all’università e gli chiedi di prendere un caffè con te. Se va bene, è un caffeinomane, come te.
Alle 2.10 di notte penso che un montenegro senza ghiaccio possa dirmi dove andare. Se fossi in broccaindosso, saremmo appena tornati dalla vereda o dal pratello e pastina avrebbe detto “te dormi sul divano no? che poi domani è domenica e si mangia insieme, c’è il campionato” “sì rimango.” “grande. monte per tutti?” Monte per tutti. Senza ghiaccio. E lo finivamo solo in tre. Sempre.
Alle 10 di mattina io riesco a pensare, finalmente, che questa cosa di “faccio cose vedo gente” è una figata, di per sé. Che in fondo io sì, sono una puzzona snob. Di quelle che ridono con le persone brillanti, però, non con le persone che contano. Mi sono riappacificata anche con questo, insomma. Puzzoni snob con stile.
Alle 2.10 del pomeriggio sono quasi in autostrada.
Mi piacciono i viaggi in macchina; al ritorno si sta meglio che all’andata. E infatti il silenzio è gestibile. Non ti viene in mente che possa essere imbarazzante. Diventa naturale e non te ne accorgi. All’andata, il silenzio si tende sempre a colmarlo. E allora puoi per esempio ascoltare Condor. Matteo Bordone che intervista Nick Hornby, per esempio.
Se avessi un cugino a questo punto gli chiederei come si fa a raccontare del 210.
Se fossi io un cugino, mi berrei un caffè. Alla macchinetta.
Uscirei dalla mia poltrona e andrei alla macchinetta. C’è gente e si sente già da qua.
Invece adesso comincio a contare.
Da zero.
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