Mi sto esercitando con le maschere. Devo fare un compito per lunedì.
Sì, compito e esercizio, nella stessa frase in un’epoca che a loro non appartiene.
Mi sto esercitando per il mio corso. Devo usare il pennino di Photoshop per disegnare i tracciati pieni di personaggi dei fumetti. Ho iniziato, per una volta, dal facile: Topolino. E a parte un orecchio un po’ troppo slabrato direi che ci siamo.
Ho proseguito con Yoghi. E a parte il dito che ho volutamente tralasciato, anche qui ci siamo.
Poi, ancora, Lisa Simpson. Mi sta simpatica, che dire. L’ho colorata tutta di giallo e ci siamo.
Poi mi son detta: è la mattinata buona, faccio Pippo.
Erano le 11, sono ancora qui e sono le 12.40.
Sarà fuori dalla mia portata Pippo, mi domando?

Voglio dire, è alto e ha i piedi grossi, un sacco di capelli fuori posto, un cappellino sempre sbilanciato, vestiti abbondanti e le bretelle.
Per non parlare dei dentoni in fuori e l’andatura ciondolante (ma fortunatamente, l’andatura non mi compete).
Pippo mi è simpatico, poco da fare. Per i dentoni e l’andatura e i capelli fuori posto.
Nonostante la volontà che ci sto mettendo, però, ho esagerato; forse non sono (ancora?) capace di capire dove iniziare e dove andare. Forse non mi verrà mai perfetto. Come piacerebbe a me. Forse arriverà un punto in cui mi dovrò accontentare.
Ma non riesco a lasciarlo stare.
Mentre provo con Paperino, ho sempre il pensiero di capire dove ho sbagliato con Pippo. Nella mente, nell’angolo, è lì, a metà, con un tracciato sbagliato ogni tre giusti.
Archiviato in:GraphicMe , iME, metafore sciolte, scrivilo che è meglio, una mansarda che diventerà un castello
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