Mi hanno tolto le parole di bocca:Roland Barthes, L’impero dei segni.
Italo Calvino, Le città invisibili.
Diego De Silva, Non avevo capito niente
(b) I’ve been doing a lot of abstract painting lately, extremely abstract. No brush, no paint, no canvas, I just think about it.
W oody Allen Immagination is more important than knowledge.
Albert Einstein
J.D. Salinger, Il giovane Holden
Jean Luc Godard
Ian McEwan, Espiazione
“Ecco” disse l’uomo, “finito. Ora volerò.”
“Non sembri cotento” disse il bimbo.
“Forse emozionato. Contento no, sapevo che ci sarei riuscito. Ero sicuro, perché se non si è sicuri non si vola.”
Francesco Guccini, Icaro
Non c’è niente di peggio dell’attesa. L’attesa di quello che vorresti essere.
Dave Eggers, L’opera struggente di un formidabile genio
Mi ha ricordato una cosa, che talvolta insegno perfino a scuola, e che però mi ostino a dimenticare. Che il nostro mestiere è, innanzitutto, un fatto di passione, cieca, maleducata, aggressiva e vergognosa. Posa su una autostima delirante, e su un’incondizionata prevalenza del talento sulla ragionevolezza e sulle belle maniere. Se perdi quella prossimità al nocciolo sporco del tuo gesto, hai perso tutto.
Alessandro Baricco
Avrei dovuto saperlo quel pomeriggio, quando ci eravamo stretti la mano, che non avrei più rivisto Mr Black. Così non l’avrei lasciato andare. Oppure l’avrei costretto a continuare la ricerca con me. O gli avrei raccontato che papà aveva telefonato mentre ero in casa. Invece non lo sapevo, proprio come non sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che papà mi rimboccava le coperte, perché non sappiamo mai niente.
Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino
Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche ad occhi chiusi.
Italo Calvino, Marcovaldo
I libri che da tanto tempo hai in programma di leggere, i libri che da anni cercavi senza trovarli, i libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento, i libri che vuoi tenerli a portata di mano per ogni evenienza, i libri che potresti mettere da parte magari per leggerli quest’estate, i libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri nel tuo scaffale, i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile.
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore.
Esaminano e riesaminano, con una sorta di entusiasmo infelice, le piccole ignoranze che necessariamente, dice Julie, delimitano la strada che porta a un qualunque vero legame fra due persone.
David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani.
Sai perché scriviamo? Per non restare soli
Jonathan Franzen.
E’ in questo silenzio di circuiti che ti sto parlando. So bene che, quando finalmente le nostre voci riusciranno a incontrarsi sul filo, ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa che ti sto chiamando, né perché creda che tu abbia da dirmi qualcosa. Ci telefoniamo solo perché nel chiamarci a lunga distanza, in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’eco, si perpetua il rpimo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti si è aperta sotto i piedi di una coppia di esseri umani.
Italo Calvino, Prima che tu dica pronto.
Il virgolettato del titolo riprende il virgolettato nella celebre Bustina di Minerva di Umberto Eco (Bompiani, 2000) che riprende a sua volta Emerson.
figa questa sezione!!! maledetta!
ghghghghhghghgh…
che spiritosa