Chapter One

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'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

2.1.0. – 0.1.2.

A me piacciono le città del Nord.
Quelle con la nebbia.
La nebbia, invece, non mi piace.
Perché non sono abbastanza del Nord.
Trovo divertente e ironica qualsiasi situazione che vagamente somigli al “faccio cose vedo gente” di Nanni Moretti, perché nella commedia delle parti riesco a essere cinica e a fare una battuta divertente all’inizio; scioglie la tensione, pare.

Ma le situazioni “faccio cose vedo gente” mi stufano, dopo un po’.
Con le dovute eccezioni.

Sono circa 210 più 40 i chilometri che separano Piacenza da Cuneo.
Cuneo è una città fredda, del Nord. A Cuneo c’è una piazza enorme e i portici, come a Torino. A Cuneo poi c’è anche Grom, la gelateria, che qui a Milano sta a 10 minuti da casa mia, ma a voi lo so non vi frega nulla.

21 sono gli anni che mi dà un tizio.
“27? davvero? Non sembra”
“sì lo so, lo dicono tutti.”
“e che fai nella vita?”
“il suo ufficio stampa.”
“dai? sul serio?”
“no.”

Alle ore 21 inizio a sentire un contrabassista bravissimo che ha meritato tutti i miei applausi migliori. Il contrabbassista è il mio mestiere della prossima vita. O il contrabassista o il pasticcere. O un lavoro di pancia o di rifinitura.
Un po’ come i bravi scrittori, che lavorano di pancia e rifinitura.
Ma in un’altra vita, dicevo, vorrei essere un contrabbasista. Tanto, lo so, c’arrivo anche se rinasco bassa.
Ma a voi lo so non vi frega nulla nemmeno di questo.

2 sono le persone che conosco e con cui parlo volentieri, stasera.
Birra, il Molise.
Sì, il Molise esiste. E non produce solo mozzarelle. E caciocavalli (che rondono buono il cibo, ma è tutta una finta anche quello).
“8 gradi a stomaco vuoto è un rischio. io prendo la cioccolata.”
Birra, dicevo. Fortuna che reggo l’alcol. Alla fine, nelle situazioni “faccio cose vedo gente” se sai bere sei un passo avanti. Puoi iniziare da lì a parlare del grado alcolico degli alcolici; è come quando non sai che dire a un tipo in aula studio all’università e gli chiedi di prendere un caffè con te. Se va bene, è un caffeinomane, come te.

Alle 2.10 di notte penso che un montenegro senza ghiaccio possa dirmi dove andare. Se fossi in broccaindosso, saremmo appena tornati dalla vereda o dal pratello e pastina avrebbe detto “te dormi sul divano no? che poi domani è domenica e si mangia insieme, c’è il campionato” “sì rimango.” “grande. monte per tutti?” Monte per tutti. Senza ghiaccio. E lo finivamo solo in tre. Sempre.

Alle 10 di mattina io riesco a pensare, finalmente, che questa cosa di “faccio cose vedo gente” è una figata, di per sé. Che in fondo io sì, sono una puzzona snob. Di quelle che ridono con le persone brillanti, però, non con le persone che contano. Mi sono riappacificata anche con questo, insomma. Puzzoni snob con stile.

Alle 2.10 del pomeriggio sono quasi in autostrada.
Mi piacciono i viaggi in macchina; al ritorno si sta meglio che all’andata. E infatti il silenzio è gestibile. Non ti viene in mente che possa essere imbarazzante. Diventa naturale e non te ne accorgi. All’andata, il silenzio si tende sempre a colmarlo. E allora puoi per esempio ascoltare Condor. Matteo Bordone che intervista Nick Hornby, per esempio.

Se avessi un cugino a questo punto gli chiederei come si fa a raccontare del 210.
Se fossi io un cugino, mi berrei un caffè. Alla macchinetta.
Uscirei dalla mia poltrona e andrei alla macchinetta. C’è gente e si sente già da qua.

Invece adesso comincio a contare.
Da zero.

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Le lettere non s’incominciano mai con “dear”

Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose
credimi pensavo davvero di avere superato
il momento difficile
ed ancora adesso non mi è chiaro lo sbaglio che ho fatto
se il vero sbaglio è stato il mio
perchè dai miei trent’anni ti aspettavi un uomo
col senso del dovere
perchè chi s’innamora non deve dirlo a nessuno
oppure un’imprudente enfatica demenza
nel farti le carezze girata dall’altra parte
Ho la strana sensazione di un amore acceso
esploso troppo presto fra le mani
e cara Valentina che fatica innaturale perdonare a me stesso
di essere io di essere fatto così male
cara Valentina il tempo non fa il suo dovere
e a volte peggiora le cose

E tu sarai il pretesto
per approfondire
un piccolo problema
personale di filosofia
su come trarre giovamento
dal non piacere agli altri
come in fondo ci si aspetta che sia

Per esempio non è vero
che poi mi dilungo spesso
su un solo argomento…

Io non so cantare. Cara Valentina ha un testo bellissimo. Prova a cantarla. Io non ci riesco, nemmeno a stonarla. Come Rimmel e Buonanotte Fiorellino. Due minuti in più in macchina e sarei dovuta scendere, poiché m’ero già spogliata abbastanza. Cara Valentina è una di quelle canzoni che adoro che non riesco a cantare nemmeno per sbaglio, che faccio fatica ad immaginare diversa da come la canta Max Gazzè.

Come i live dei Radiohead del 18 giugno e il live degli Smashing Pumpkins di febbraio. Billy Corgan è impazzito ma io il live dei concerti di febbraio 2008 non riesco a cantarli. E c’ero, eh. Non riesco nemmeno a sbagliare i testi. Posso solo ascoltarli. Un po’ come Muzzle che fa venire i brividi nello stomaco e i pianti, tutti insieme instantaneamente come se avessi la febbre a 40. Come How to disappear completely che devo scrivere ogni volta, sperando che mi passi.
Non importa dove sono e cosa sto facendo.

Un po’ come la mia amica che si sposa.
Non riesco a dirlo perché mi si blocca il fiato in gola e posso solo mettermi le mani sulla bocca perché sono in ufficio e mi diventano le gote rosse e scendono le lacrime da sole.

Come la voglia carica di dire le cose. Sempre troppo presto, sempre troppo in fretta. Per paura di ingoiarle, di mangiarle senza contarle e vomitarle poi subito perché non riesco a tenermele.
Quasi quasi te le leggo e te le registro: forse viene meglio.

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Io twitto

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Ei fu l’incipit

Quando l’ho scritto?

Novembre: 2009
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Compagno di Banco dixit

- Prima o poi troverai l'uomo giusto per te. Verso i 55 anni. Marocchino. Con un permesso di soggiorno da ottenere. ... ... Però sai quanto ti diverti?

Compagno di Banco dixit

Lui: Non sei più una novità Io: Ormai sono a catalogo Lui: Pensa un po' quando sarai una resa

Hanno detto il Compagno di Banco e la sua Socia

La qualità non paga ma i fatti contano.

Il pensiero

Perché se tu pensi assai non è detto che pensi la cosa giusta. (Anonimo popolare)

Riflessione

Se tu in un catino metti l'acqua e poi fai un buco l'acqua esce. (Haiku tradotto.)

Secondo paragrafo

Generi