Chapter One

Icon

'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

‘Verità e potere non coincidono’ (Roberto Saviano, 3 ottobre 2009, Piazza del Popolo, Roma)

A Roma, durante la manifestazione c’ero. Piccolissima e nella folla. Non vedevo quasi niente, come al solito, ma c’ero e ne valeva la pena.

Ho visto comitati e associazioni che non credevo: tipo la stampa subalpina.
Sono arrivata presto e c’era già mezza piazza piena. E c’era un pensionato romano con il cappellino della CGIL che ha detto “semo pochi, ma mo’ arrivano tutti. Jo’ famo vede’ noi se è na’ farza”.
Welcome to Rome, guys.
Mi sono seduta a mangiare un gelato e ho aspettato.

Le manifestazioni portano poca soddisfazione se le guardi. S’applaude, si scuote la testa; è veramente come te lo immagini: con le bandiere, gli striscioni e la calca, il caldo, il mio collo che s’allunga. Piazza del popolo piena poi è davvero come te la immagini e come me la racconta mio padre. Sembra tonda quando c’è la gente e sembra un uovo, quando si riempie. Non è distensiva, è centralizzata. Un effetto della calca, non so. Ma fai davvero fatica a sentirti da solo, anche se lo sei. (Roger a parte, ovvio). Anche se perdi i due energumeni che dovevano farti da protezione. Piazza del popolo è davvero fatta apposta, secondo me.

Il palco su cui si avvicenda la gente e di solito quello che vuoi sentire lo aspettano tutti perciò appena arriva si levano le mani in cielo e io non vedo mai nulla.

Non le so fare le cronache, io. E adesso sono a tratti un po’ commossa, a tratti entusiasta, ma è perché sono sul treno e sto tornando a casa, ma sì, ecco: andava fatto. E chi non c’era s’è perso un’occasione.
Tutto qui. Volevo dirlo.

Pensare che per due ore ieri ho pensato di non andare.
Poi ho letto che “La vera difficoltà sta se mai nell’individuare storicamente e nel progettare praticamente una volontà collettiva tale che le decisioni da essa prese siano da accogliersi come la massima e la migliore espressione della volontà di ogni singolo, in modo che ciascuno “obbedendo a tutti”, per dirla con Rousseau, “non ubbidisca a nessuno e sia libero come prima”. Si tratta peraltro di una difficoltà politica, non concettuale. Che politicamente la libertà positiva come autodeterminazione collettiva sia un ideale-limite non toglie che sia un limite continuamente riproposto, e che sia lecito considerare un regime tanto più desiderabile quanto più vi si avvicina”.

L’ho riletto due o tre volte, era mezzanotte, è Norberto Bobbio in Eguaglianza e libertà.
Alla terza ho capito. Ho messo la sveglia, ho comprato il biglietto e sono andata.
In fondo, sono civilmente romantica.

Archiviato in:look around, press, travel gum ,

2 Responses

  1. valentina scrive:

    ne ho fatte tante di manifestazioni erano anni che mancavo.. ho solo manifestato per accompagnare mio figlio in quelle per i precari della scuola, ma questa era diversa si sentiva che le persone da anni addormentate su diritti che pensavano acquisiti si stanno risvegliando con una coscienza certo ‘nuova’ oserei dire civile ed in difesa della libertà di informazione si sono mossi tutti.. normalmente non amo la folla e da piccolina mi venivano anche attacchi di panico, qui non mi sono venuti mi sentivo stranamente ‘protetta’. forse quando fai quello che senti e ritieni giusto dimentichi altre paure..
    grazie a tutti soprattutto a quelli che hanno fatto molta strada per arrivare a Roma..

Leave a Reply

Secondo paragrafo

Generi