Quando c’è da ridere, io rido. Poche storie.
Mica vero che metto sempre e solo il broncio. Quelli che lo pensano, non mi fanno ridere, evidentemente.
Di settembre non ho raccontato. Oggi è 30, lo stipendio o pensione è arrivato e domani sarà 2 gennaio.
Non importa.
Davvero.
No, dico davvero.
Di settembre non ho raccontato perché ho avuto la voglia di tenermi tutto per me. Allora parlo del fatto che ho riso tantissimo, negli ultimi 10 giorni. ” Io non faccio fotografie sennò mi perdo i momenti e non li vivo”. Ecco: io quando rido voglio tenermelo per me il buon sangue che mi viene, quasi con egoismo e non faccio fotografie.
Ho riso perché ero contenta, ho riso perché ero agitata, ho riso finanche perché non ho capito nulla, per un momento. E m’è venuto stranamente da ridere. Anche da ripetere le stesse cose due volte, in quel momento. Ma ho riso. Come mi dice la Fra “dirai una puttanata, ma la dirai bene”.
E mo’ ci vuole.
E se non la dico, la scrivo. Che tanto è uguale. Anzi no: è sempre meglio.
Mi mancherà settembre. E vorrei tornare indietro.
Mi mancherà non svegliarmi da sola. E non addormentarmi da sola. Mi mancherà il riso. Mi mancherà una domanda scomoda. E mi mancheranno tutte le parole che ho ingoiato senza vomitare.
(Settembre è stato anche il mese di Vasco che canta Cr aaaaaaaah. Smetterò mai di parlarne? L’ho ascoltata ieri. No, non ho nulla di intelligente da dire. Ma settembre è stato anche questo, devo dirlo. E di Thom che si mette a fare questo. E come sempre qui ci sono considerazioni più sensate sul tema.)
Archiviato in:visitatori scelti , people
Secondo paragrafo