Chapter One

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'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

Sofà nella Fortezza

sofaCi sono divani che mi accompagnano da una vita: quelli di casa mia, per esempio, di pelle, freschi, dove mi sono rifugiata per anni perché non mi si vedeva dietro la spalliera altissima. Ci sono divani cui non facevo affidamento e invece si sono rivelati accoglienti. Ci sono divani che diventano letto e divani che seminano passione e vorrei non mancassero mai.

Ci sono divani che vorrei portarmi dietro ovunque, ripiegandoli su sé stessi decine di volte, ma non riesco. E posso solo farmeli venire in mente. Ci sono divani di cui sento parlare che non incontrerò mai. Ci sono i divani dei film, che intervengono nel mio immaginario quando non ne ho di reali.

C’è un divano che m’ossessiona da anni, da un decennio, quasi e non esiste, ma potrei disegnarne i contorni ad occhi chiusi e con un solo dito.

C’è poi il divano che non ho scelto, ma che ho trovato silenzioso e l’ ho fatto mio senza frignare, perché ci sono sprofondata dentro, senza accorgermene e fin dal principio come se sapesse esattamente quello di cui avevo bisogno, quella volta, la prima. Ero ancora stranita: casa nuova, corso di laurea nuovo ed io che sono sempre puntuale quella volta ero in ritardo e il mio gruppo di lavoro era già all’opera. Già dalla strada, sapevo di esserci stata in quella casa qualche anno prima, ma non ero mai stata sul divano. L’ho visto e l’ho provato, in attesa della sedia attorno al tavolo, perché per me il posto c’era: dovevo solo aspettare un po’. E caso vuole che quando lui m’ha accolta, placidamente, qualcun altro mi abbia preso quella sedia e continua a prendermela, seppur metaforicamente e – troppo – da lontano.

Mi ci sono appoggiata, l’ho sognato tante volte, l’ ho preso senza chiedere, solo perché era lì e non potevo farne a meno. Era necessario, null’altro. Come un grande amore.

Il divano su cui mi sono addormentata spesso, durante un film, su cui ho chiacchierato di come le cose dovrebbero cambiare, su cui ho riposato quando mi è mancata la gioia, più di tutto il resto. Su cui ho visto IL Mondiale di calcio, Lost, decine di film,The Club e Mtv, i Cicci, il campionato di Serie A e Lolle. Su cui, se ci penso, riesco a vedermi quasi sempre serena. Su cui il tempo s’è fermato così tante volte da suscitarmi sempre quella velata malinconia del ricordo.

Dovevo salutarlo per bene e non l’ho fatto, domenica. Mi sarebbe toccato prima o poi sì, ma la verità è che rimandare queste cose mi mette sempre di buon umore. Mi ci sono seduta l’ultima volta, ho aggiustato il cuscino dietro la schiena, ci ho passato una mano per stirarlo e me ne sono andata, con lo zaino dietro le spalle e il corridoio lungo con la porta aperta e le scale di legno che si vedevano dall’ uscio. Me ne sono andata, perché tanto non sarei riuscita a dirgli niente, in fondo.

Vorrei che fosse sempre così, un divano: adatto a tutto.
Ma è già uno dei primi amori che non voglio scordare mai.

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BB is watching me #3

cuoreBreszny continua a spiarmi.

There’s a better than even chance that you’re about to embark on a Summer of Love.

Ah ha.

To improve your odds even more, meditate on the following questions.

Ecco. Mediatiamo.

1. What qualities do you look for in a lover that you would benefit from developing more fully in yourself?
Vediamo: cosa ha l’altro che io non ho. Implica una coscienza di sé stessi di un certo rilievo. Una conoscenza che mira a definire cosa manca, non cosa c’è. La sottrazione è l’operazione che si impara sempre per seconda, dopo l’addizione. E si dice di solito “sottrarre è togliere. Dal numero più grande, quello più piccolo.” Poi si impara che si può fare anche il contrario (e non necessariamente a scuola, anche dopo l’estratto conto in banca di fine mese).
Ma mi sto perdendo. No, ok: non so rispondere. Io vorrei avere più autostima, per esempio. Quindi? Cerco qualcuno che mi stimi? No, non va bene. L’autostima è un’altra cosa. Qualcuno che mi infonda stima? Quasi. Ma l’autostima è un movimento personale. Che mi porti ad avere stima senza che io me ne accorga? Ecco, meglio. Un prestigiatore, insomma.
Poi vorrei essere bellissima. Quindi? Ok, un ragazzo bello. Vabbè. Ma potrebbe non corrispondere, anche se il mondo è pieno di Ugly Betty che finiscono con i principi. Ah già, quella non è la realtà. Mi sono  incasinata. Dicevo quello bello. Ma perché se io voglio uno bello, lui non deve volere una bella? Perché la bellezza è soggettiva? Ahahahahhahah.
Vorrei essere più indipendente. Emotivamente parlando. Ok, si fa. Le persone che sono emotivamente indipendenti ci sono e sono in mezzo a noi.

2. What do you think are your two biggest delusions about the way love works?
Due. Perché due? Non ci possono essere più di due? Va bene, due. La prima è che bisogna rassegnarsi al fatto che le persone possono soffrire per causa tua. E più t’innammori e più c’è il rischio. E quindi l’attenzione non dovrebbe calare mai. Anzi: l’attenzione dovrebbe essere naturale. La seconda è rassegnarsi all’abitudine delle cose che si ripetono.

3. Is there anything you can do to make yourself more lovable?
Lovable
è un aggettivo che mi fa venire sempre in mente il reggiseno. Non ci posso fare niente. E il reggiseno mi chiama in causa il corpo e a questa domanda risponderei dimagrire. Ma lovable vuol dire adorabile. Quindi forse non è la risposta giusta. La risposta giusta sarebbe meno perfezionista. Che non è un atteggiamento, è proprio un modo di pensare.

4. Is there anything you can do to be more loving?
Ecco questa la so: pensare di poterlo essere.

5. Are you willing to deal with the fact that any intimate relationship worth pursuing will inevitably evoke the most negative aspects of both partners — and require both partners to heal their oldest wounds?
Sì, lo so. Ma il problema non si pone: se si incontra il Love è possibile che si riesca a fare pressoché tutto. Anche farsi salvare e credere che i difetti rendono il mondo meno perfetto e perciò va bene così.

[Mi viene in mente che dovrei rileggere Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.]

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Io twitto

Ei fu l’incipit

Quando l’ho scritto?

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Compagno di Banco dixit

- Prima o poi troverai l'uomo giusto per te. Verso i 55 anni. Marocchino. Con un permesso di soggiorno da ottenere. ... ... Però sai quanto ti diverti?

Compagno di Banco dixit

Lui: Non sei più una novità Io: Ormai sono a catalogo Lui: Pensa un po' quando sarai una resa

Hanno detto il Compagno di Banco e la sua Socia

La qualità non paga ma i fatti contano.

Il pensiero

Perché se tu pensi assai non è detto che pensi la cosa giusta. (Anonimo popolare)

Riflessione

Se tu in un catino metti l'acqua e poi fai un buco l'acqua esce. (Haiku tradotto.)

Secondo paragrafo

Generi