L’altra domenica in treno ho letto Il tempo ormai breve di Franco Marcoaldi.
Non sono una abituée delle poesie: rivelano sempre tutta la mia inettitudine alla comprensione. Ne ho timore quasi, e soprattutto non ne ho mai lette molte e non ci sono abituata. Ogni tanto però faccio esercizio solitario. Le leggo e le rileggo. Ho idea che i poeti abbiano una capacità che nessun altro ha. O meglio: o ce l’hai o no. Ovvero: leggere con una parola il mondo e suggerirlo, perché di sicuro noi non ci avevamo pensato prima e quindi rivelarlo, in modo tale che possa diventare parte nuova della realtà di tutti.
Gli scrittori pure lo fanno.
No. I poeti lo fanno con una parola sola. Difficilmente si è attratti da una parola sola di un romanzo o una prosa. Mentre si può esserlo da una preposizione di una poesia.
Capitano a caso – o forse no – in questo periodo numerose poesie, raccolte di poesie.
La prima della serie è stata appunto Il tempo ormai breve di Marcoaldi (Le Vele, Einaudi) e ho letto in copertina:
Che dici?
Se ti abbraccio forte forte,
ho qualche chance in più
di scampare alla morte?
e io sono una fan degli abbracci.
Leggendo questi versi ho pensato innanzitutto che ‘abbraccio forte forte’ io lo dico spesso quando si tratta di abbracciare qualcuno, anche virtualmente. Poi, che non avevo mai pensato a un abbraccio come soluzione di scampare alla morte. E infine che quel ‘che dici?’ è pure una cosa che mi viene in mente spesso.
Insomma, ho avuto la sensazione che questa poesia io ce l’avessi da qualche parte, solo che non lo sapevo. E allora il libro l’ho letto tutto. Una pagina dopo l’altra in tre ore. Mi sono lasciata prendere da tutte le disquisizioni sul tempo contenute nei versi, in tutte le salse e in tutte le possibilità; ed ecco il tempo è anche una delle questioni cui penso spesso.
Tipo:
Il modo indicativo
Accettare le cose per quello che sono.
E l’ombra che si portano appresso
considerarla alla stregue di un dono.
Poi ho incontrato Credere all’invisibile di Cesare Viviani (sempre Le Vele, sempre Einaudi):
Due corpi che si abbracciano
solo a se stessi si affidano.
E il corpo, si sa,
ama chi lo accoglie.
Finché tutto questo reagire alla fine
è ombra.
Ancora:
Dopo tante forme cercate e ottenute
domina a polvere.
E ora non c’è più bisogno d’aiuto,
perché le sostanze si combinano da sole.
Infine:
Erano così chiare evidenti le cose
non per loro autenticità
ma per eccesso di immaginazione.
Mi sto cullando.
Come se cercassi delle rivelazioni.
Archiviato in:non sono una scimmietta , LEGGO (sento e parlo)
C’è un’immagine on line di Snoopy e Charlie Brown che guardano il mare da un pontile. Noi vediamo ciò che loro vedono e quindi loro di spalle, ad una distanza esatta l’uno dall’altro.
Secondo paragrafo