Chapter One

Icon

'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

Abbracci

abbraccioL’altra domenica in treno ho letto Il tempo ormai breve di Franco Marcoaldi.
Non sono una abituée delle poesie: rivelano sempre tutta la mia inettitudine alla comprensione. Ne ho timore quasi, e soprattutto non ne ho mai lette molte e non ci sono abituata. Ogni tanto però faccio esercizio solitario. Le leggo e le rileggo.  Ho idea che i poeti abbiano una capacità che nessun altro ha. O meglio: o ce l’hai o no. Ovvero: leggere con una parola il mondo e suggerirlo, perché di sicuro noi non ci avevamo pensato prima e quindi rivelarlo, in modo tale che possa diventare parte nuova della realtà di tutti.

Gli scrittori pure lo fanno. 

No. I poeti lo fanno con una parola sola. Difficilmente si è attratti da una parola sola di un romanzo o una prosa. Mentre si può esserlo da una preposizione di una poesia. 

Capitano a caso – o forse no – in questo periodo numerose poesie, raccolte di poesie. 
La prima della serie è stata appunto Il tempo ormai breve di Marcoaldi (Le Vele, Einaudi) e ho letto in copertina:

Che dici?

Se ti abbraccio forte forte,

ho qualche chance in più

di scampare alla morte?

e io sono una fan degli abbracci.
Leggendo questi versi ho pensato innanzitutto che ‘abbraccio forte forte’ io lo dico spesso quando si tratta di abbracciare qualcuno, anche virtualmente. Poi, che non avevo mai pensato a un abbraccio come soluzione di scampare alla morte.  E infine che quel ‘che dici?’ è pure una cosa che mi viene in mente spesso.

Insomma, ho avuto la sensazione che questa poesia io ce l’avessi da qualche parte, solo che non lo sapevo. E allora il libro l’ho letto tutto. Una pagina dopo l’altra in tre ore. Mi sono lasciata prendere da tutte le disquisizioni sul tempo contenute nei versi, in tutte le salse e in tutte le possibilità; ed ecco il tempo è anche una delle questioni cui penso spesso.
Tipo:

Il modo indicativo

Accettare le cose per quello che sono.

E l’ombra che si portano appresso

considerarla alla stregue di un dono.

Poi ho incontrato Credere all’invisibile di Cesare Viviani (sempre Le Vele, sempre Einaudi):

Due corpi che si abbracciano

solo a se stessi si affidano.

E il corpo, si sa, 

ama chi lo accoglie.

Finché tutto questo reagire alla fine

è ombra.

Ancora:

Dopo tante forme cercate e ottenute

domina a polvere.

E ora non c’è più bisogno d’aiuto,

perché le sostanze si combinano da sole.

Infine:

Erano così chiare evidenti le cose

non per loro autenticità

ma per eccesso di immaginazione.

Mi sto cullando. 
Come se cercassi delle rivelazioni. 

Archiviato in:non sono una scimmietta ,

Come Snoopy e Charlie Brown

charlie_brownC’è un’immagine on line di Snoopy e Charlie Brown che guardano il mare da un pontile. Noi vediamo ciò che loro vedono e quindi loro di spalle, ad una distanza esatta l’uno dall’altro.

Sembra che siano stati lì da sempre e che lì rimarranno per un tempo ragionevolemente lungo.
Ho l’idea, guardandola, di un lasso di tempo  con inizio e fine e di non sapere esattamente dove sono su questa immaginaria linea temporale.

Mi mette serenità, quell’immagine. La trovo deliziosa e rivelatrice di diverse cose, essendo un’immagine flessibile, pur fissa nei suoi personaggi.

Trovo, soprattutto, che sia l’emblema del rapporto perfetto. Di qualsiasi natura esso sia: d’amicizia, d’amore, di complicità, di parentela. Poco importa.

Rappresenta la sostenibilità dei silenzi.
Quando non c’è pericolo nel silenzio, quando non c’è esternazione tabù, quando avere una distanza perfetta mette ad agio.  Quando se si muove uno, l’altro se ne accorge e l’orizzonte è esattamente lo stesso, in un preciso istante e per quel lasso di tempo.

Perfetto. Di quella perfezione che non fa paura e mitiga le intemperanze, che aiuta ad arrivare dove noi da soli non saremmo capaci. Di quella perfezione temporanea ma presente, che fluidifica il sonno o la sveglia.
A cui dare un nome è riduttivo. Dare una definizione è riduttivo. Perché è “solo” un’emozione.

Archiviato in:tell me about me , , ,

Io twitto

Error: Twitter did not respond. Please wait a few minutes and refresh this page.

Ei fu l’incipit

Quando l’ho scritto?

Marzo: 2009
L M M G V S D
« Gen   Apr »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Compagno di Banco dixit

- Prima o poi troverai l'uomo giusto per te. Verso i 55 anni. Marocchino. Con un permesso di soggiorno da ottenere. ... ... Però sai quanto ti diverti?

Compagno di Banco dixit

Lui: Non sei più una novità Io: Ormai sono a catalogo Lui: Pensa un po' quando sarai una resa

Hanno detto il Compagno di Banco e la sua Socia

La qualità non paga ma i fatti contano.

Il pensiero

Perché se tu pensi assai non è detto che pensi la cosa giusta. (Anonimo popolare)

Riflessione

Se tu in un catino metti l'acqua e poi fai un buco l'acqua esce. (Haiku tradotto.)

Secondo paragrafo

Generi