Chapter One

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'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

Dicono che non scrivo più

Un lettore d’eccezione mi dice che non scrivo più.
Il fatto è che ho un solo argomento di cui non scriverei mai qui.
Ho passato le ultime settimane a scervellarmi su molte cose, derivate, tranne che per un caso, da conversazioni con chi mi sta più accanto. 
Come nei peggiori momenti, avrei voglia di tornare indietro, per non dire e non fare, poiché so col senno di poi che il detto e il fatto hanno portato a scarse conseguenze; sicuramente a conseguenze che non volevo.
Cadrei volentieri nella tentazione di entrare nella macchina del Doc e tornare dove voglio io, cioè un giorno qualunque tra maggio e settembre 1996.

Ieri sera ero con due amiche.
Eravamo uno sbagliato, un mojito e una birra. La birra mi pareva avesse più capelli di quando l’avevo lasciata. Vederla coi capelli sciolti mi ha fatto pensare che da quando la conosco – circa un anno – nessuna volta i suoi capelli mi erano sembrati così tanti. Non ero più abituata a vederla da un po’: forse per questo. 
Il mojito aveva l’aria più tranquilla rispetto alle ultime settimane e questo mi ha rinfrancata; per qualche minuto sono riuscita a guardarla da lontano e aveva gli occhi più sereni.
Lo sbagliato era. C’è, ma non si vede. Non si nasconde; solo, non si vede. A stento la vedo io. E ieri sera pure la vedevo sfocata e zigrinata, come una pellicola andata a male, di cui vedi le sbavature solo dopo che l’hai montata sulla macchina. Quando è tardi e bisogna solo smontarla e riavvolgerla per non buttare una giornata di lavoro.

Stamattina nevicava.
Sono uscita di casa con la voglia di fare a pallettate di neve.
E di riguardare delle cose: il muro colore sabbia con un tondo in mezzo sul quale si sdraiava sempre lui poco democraticamente quando aveva caldo e cercava l’ombra; la cima del Monte Bianco del mio compleanno di parecchi anni fa; io che spalo la neve davanti casa di nonna, mentre lei mi prepara pane e zucchero.

Archiviato in:imprevisti/probabilità, non esistono più le mezze stagioni, tell me about me , , , , ,

!

Questo è un esempio di semplice comunicazione: qual è il messaggio? “Quello che dici non lo dici tu ma qualcun altro che ti usa violenza psicologica”. Le immagini ci dicono, a un certo punto, che una voce interviene a coprire quella originale: il senso è veloce, preciso e univoco.
Senza troppi artifici e nemmeno banalità.
Meglio così, rischiando di essere forse un po’ “noiosi” perché già visti in forme simili da qualche altra parte che sconvolgere per l’inadeguatezza sostanziale del messaggio.
Credo che questo messaggio serva per ciò per cui è stato definito, non mira a diventare lo spot dell’anno. E per questo è efficace.

Archiviato in:non sono una scimmietta, pubblicità ,

Io twitto

Ei fu l’incipit

Quando l’ho scritto?

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Compagno di Banco dixit

- Prima o poi troverai l'uomo giusto per te. Verso i 55 anni. Marocchino. Con un permesso di soggiorno da ottenere. ... ... Però sai quanto ti diverti?

Compagno di Banco dixit

Lui: Non sei più una novità Io: Ormai sono a catalogo Lui: Pensa un po' quando sarai una resa

Hanno detto il Compagno di Banco e la sua Socia

La qualità non paga ma i fatti contano.

Il pensiero

Perché se tu pensi assai non è detto che pensi la cosa giusta. (Anonimo popolare)

Riflessione

Se tu in un catino metti l'acqua e poi fai un buco l'acqua esce. (Haiku tradotto.)

Secondo paragrafo

Generi