[questo post è scritto con pochi segni di interpunzione. Il terrone tipico, al telefono, non bada a queste cose; molte le mette fra parentesi e usa un numero spropositato di parole tronche. Ma le tronca di solito con l'accetta e senza regole ben precise. Le note sono in fondo.]
Tale amica della sottoscritta di cui preservo l’identità ha con me la seguente telefonata:
A: [...]1e insomma, al finale, non ci sta.
Io: NO? Come no?
A: Eh. Lo capisci tu? Mo’ dico io, tieni il numero e non lo usi. Vabbè, dico io, sei timido. Ti invito io allora e per fare quella poco palesata ti invito di pomeriggio in un posto che so che ti piace perché me lo hai detto qualche volta (e io me lo sono registrato per bene tra parentesi ti faccio vedere che t’ascolto) e tu accetti.2
Io: ah ma quindi siete usciti?
A: Aspè. Mi dice che non può all’ultimo e però mi dice che l’indomani avremmo rimediato alla macchinetta del lavoro.
Io: ah.
A: eh. e io mi dico vabbè, fa lo stesso almeno non l’ha lasciata perdere, no? Tiene una certa iniziativa.3
Io: Giusto.
A: eh. E però sono passate due settimana e niente. Il numero non mi chiama, al caffè non mi chiama, a uscire non mi invita.
Io: non è che c’ha la tipa?4
A: (e come parli? La tipa??? Fra parentesi) No non ce l’ha.
Io: E che ho detto? Vabbè la ragazza. Ma sei sicura?
A: e sono sicura sì. Non ce l’ha. Non ha una foto con questa da nessuna parte. L’avrebbe messa sennò, no?
Io: ma dove?
A: e sul suo sito. No, dico io l’avrebbe messa no?
Io: boh sì. Ma anche no. Non lo so.
A: sei tu quella giòvane. Come non lo sai.
Io: e non lo so.
A: vabbè, comunque non ci sta. è evidente.
Io: fai un’ultima prova. Rinvitalo di pomeriggio, che ne so. Parlaci, cercalo senza essere troppo invadente.5
A: cioè?
Io: non lo so cercalo, fai quella interessata ma dagli la possibilità di rifiutare se non vuole. Magari lui non ci pensa che sei interessata. E comunque se non vuole e trova il modo di rifiutare senza essere sgarbato è un segnala pure per te.6
A: e ho capito, ma mo’ secondo te uno deve sempre dire Ci sto provando prima di una frase? Ha 30anni!
Io: magari apprezza l’umorismo.
A: No. Perché uno a cui piaci ci pensa e magari un passo lo fa pure lui. Tiene il numero e non lo usa, ma capito?
Io: sì ho capito.
A: vabbè, senti. Pensa. Poi scrivimi. Come al solito. Tu che sai.7
Io: vabbè.
A: vabbè.
Io: cià.
A: cià. è?8
Io: oooh?
A: ah ecco. volevo vedere se mi rispondevi ooh.
Io: cretina.
1. Non era la prima volta in cui si tentava di parlare di questo tizio per capire la strategia per affrontarlo. Si pensava che il soggetto fosse espansivo al punto giusto da tentare la strategia simpatica-non facciamoci paranoie inutili.
2. Le parentesi sono sempre le parentesi.
3. L’interpretazione dei segni e dei movimenti è una disciplina quasi olimpica. La capacità di fare interferenze – lecite o meno – pure.
4. Può essere, in fondo, no?
5. L’invadenza è un concetto culturale, io l’ho imparato. Chi non ha mai oltrepassato il Po non lo sa. Si entra nell’invadenza, spesso, solo dopo aver consumato il primo pasto assieme.
6. Facciamo che l’interpretazione dei segni abbia un fondamento.
7. è credenza diffusa fra i miei amici di una certa data che io sia venuta fuori per caso di sesso femminile. In realtà, credono, la psicologia maschile è un terreno a me conosciuto e senza segreti.
8. Il diminutivo di elena, giù, esiste: è semplicemente è, dove l’accento è posto sulla prima e.
Si accettano consigli utili alla stesura della mia mail.
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