Le infiltrazioni dal tetto sono infide, poiché le scopri sempre dopo qualche giorno, a temporale finito, quando c’è il sole. Quando non scroscia più l’acqua ed è tempo di lavare vetri, lucernaio e togliere di nuovo il lenzuolino di notte.
Si impuntano feroci a ricordarti che prima del sole c’è la pioggia e dopo la pioggia c’è il sole e dopo il sole, ancora, sarà la volta della pioggia.
Non bussano, si precipitano.
La guardavo stamattina, la mia infiltrazione, con le braccia dietro la nuca prima di zompar giù dal letto in ritardo sulla tabella di marcia mattutina e pareva mi dicesse proprio così: Anche se tra un po’ ci passano il bianco, io sono sempre qui, sto solo un po’ zitta; ma tu lo sai che ci sono, che ci sono stata, che sono spuntata.
Archiviato in:dove c'è Ikea c'è casa, imprevisti/probabilità, non esistono più le mezze stagioni , giù dal basso, metafore sciolte, non esistono più le mezze stagioni, una mansarda che diventerà un castello
Ogni volta che fuori piove, piove anche nel mio bagno.
E non sono ancora iniziati i monsoni.