Non mi ripenderò mai, quindi perché scriverci un post sul concerto dei Radiohead?
Al solito, sparlerei inutilmente di una scaletta perfetta e un turbine perfetto, così vi rimando qui, a qualcuno che mi capisce, per leggere scaletta, commento a caldo e quant’altro di sostanziale ci sia da dire sulla serata.
Evito perciò di dilungarmi e scrivere cose che poi rivedrei in un modo migliore e sarei costretta a riguardare e correggere all’infinito, cadendo nell’insano circolo di cancellare e riscrivere un post che non esiste, in fondo.
Da annotare però per quelli che mi prendono in giro: la mattina dopo mi sono svegliata senza grugnire, nemmeno un po’, ma nemmeno per un singolo attimo.
Parlerò di qualcosa su cui invece non ci sarà modo di scendere nella banalità: il caldo. L’afa, l’aria, l’acqua e il caffè. E la voglia improvvisa, da due giorni a questa parte, di tornare a casa. Giù. Passare il 12 luglio in cui ho due o tre cose da sbrigare in territorio emiliano-romagnolo e poi andare a casa, inforcare il lenzuolino di cotone e tenere la finestra aperta per farmi cullare dalla brezza.
Sono scesi anche i preoccupanti livelli stress raggiunti un paio di settimane fa: l’epoca p.R. è iniziata e sta portando dei frutti che scivoleranno pian pianino in tutta l’estate, me lo sento, ci speriamo, ci spero fortissimamente, tanto non posso far nulla per attivare nessuno dei responsi che aspetto.
Per una volta posso dire di sver fatto tutto ciò che è nelle mie facoltà.
Infine, l’altroieri un Uno si è messo a sbirciare questo spazio virtuale chiamato blog, affermando che ha parecchi difetti. il primo è la sostanziale mancanza di filo logico, precisando che se l’intento è “porre una mia finestra sul mondo è profondamente adolescenziale pensare che ci siano persone interessate a un’altra vita uguale”. Il secondo è la sostanziale mancanza di notabilità visiva nel web.
Si salvano, ha detto, il titolo e le citazioni.
Le cose che non sono mie, ho pensato.
Sì, l’ho pensato.
Sì lo so che gli Uno non contano.
E che c’è libertà di pensiero su noi persone comuni.
E so pure che in fondo è vero che questo blog non ha filo logico: lo so io, lo sa Chapter One. Non è un problema.
Lo so, lo so; so tutte queste cose.
“E che non è che se una cosa non è perfetta non la si può fare lo stesso”**. Ci sono i BLOG e i blog.
Le so. A memoria. Le ho imparate. A memoria.
Ma gli esami imparati a memoria non sono andati quasi mai tanto bene.
*per p.R. si intende post Radiohead
** cit. Varò.
Archiviato in:Radiohead, tell me about me , lived, ordinary life, sarà l'aria l'acqua o il caffè
Secondo paragrafo