Chapter One

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'It looks like you can write a minimalist piece without much bleeding. And you can. But not a good one. ' (D. Forster Wallace) 'La fantasia è un posto dove ci piove dentro.' (I. Calvino) 'We must do extraordinary things. We have to. It would be absurd not to.' (D. Eggers) 'Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.' (I. Calvino)

Nella cornice del saggio sulla mutazione

Due cose stanno succedendo sempre più di frequente nel mio angolino di mondo: ritrovo e rivedo e risento gente che mi dice a scelta: ho l’accento milanese, sono cresciuta ma senza addurre un motivo vero, solo “così”, sono ingrassata, sono smagrita – non vi dico quale è vera e quale no – sono, in generale, cambiata. E, la seconda, nessuno ritrova il mio viso nelle foto che conserva, nessuno riconosce la mia voce se la sente. Sarà forse perché sto diventando un po’ pigra, quindi parlo meno e telefono ancor meno.
Le conversazioni al telefono si fanno da un po’ sempre più sporadiche e brevi.
Sto diventando pigra nei confronti di quello che un tempo guardavo come il mio migliore amico. Con cui davo sfogo e sostegno ai miei rapporti più importanti.
Scrivo sms, per contro. Sono più facili da gestire in termini di tempo e aspettative. E nessuno spende i sui caratteri per dirmi che sono cambiata.
Tranne in un caso. C’è un unico caso che si ripropone che mi dice, senza che io mi sfoghi o mi lamenti o dica nulla a riguardo,
- Brava, ele. Tu non cambi mai.
- Brava?
- Eh sì, tu sei sempre fedele a te stessa in fondo; ciò che non riuscivi a gestire non lo gestisci nemmeno ora.
E a pensarci adeguatamente come farebbe uno adulto, non è necessariamente un pregio, ma mi fa sentire meglio, tutto sommato.
- Dai raccontami.
- Che?
- Lo so che c’è qualcosa che mi devi raccontare, si sente.
- Ah sì?
- Vuoi che ti dico pure qual è l’argomento?
No, non c’è bisogno; sapevo che aveva indovinato. Lui indovina sempre.
Noi siamo, insieme, due tipi abbastanza tradizionalisti per ciò che riguarda le comunicazioni. Le nostre, almeno. Cominciammo con le lettere quando tutti si telefonavano e poi proseguimmo con le telefonate quando chiunque si messaggiava. Ora, se non ci telefoniamo, non ci sentiamo per mesi. Ed è un rito anche questo, non sentirsi per mesi e poi in una parola ritrovarsi, ogni volta. Ricominciare, ogni volta. La parabola più significativa del ritrovarsi e non perdersi: guardare in giro fino a un orizzonte lontano e passare in rassegna tanti volti e uno però fra mille si squarcia davanti. Lo si nota perché è famigliare, perché ricorda sempre dove eri rimasto e dove saresti voluto andare; felice e doloroso insieme perché dice quello che avevi detto senza poi averlo fatto. Ti indica esattamente dove sono le persone importanti e se ancora le vai cercando, disperatamente, per non rimanere travolto dal passaggio del tempo.

Nel mentre, Baricco in tv, da Fazio a raccontare il suo saggio sulla mutazione.
E noi a guardarlo insieme su un divano in paralleli differenti.
Sapendo, nonostante tutti quelli che pensano il contrario, che per lui non cambierò mai perché non è disattento e sa esattamente dove m’ha lasciata, non quando.

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4 Responses

  1. Dottor Killex scrive:

    Eppure in parte è vero.Nel riabbracciarti la settimana scorsa ho sentito tra le braccia che mancava qualcosa,e che c’erano ingredienti nuovi in compenso nella solita Irmina.Rimugino ancora.
    Dottor Killex

  2. Irmina scrive:

    Rimugini?
    Ah.

  3. Sus scrive:

    Proprio BELLISSIME le due ultime righe. Davvero.

  4. elena scrive:

    Grazie sus!

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