C’è un motivo per cui in inglese se dici moving capisci esattamente di cosa si sta parlando. E se dici traslocando ti vengono le caldane, l’ansia e i dolori tutto insieme. Loro sono pratici e abituati, noi no. Ed io assolutamente ho un animo italiano in questo.
Sabato e domenica li ho passati a traslocare: non sono riuscita ad essere qui, non ho goduto della primavera incalzante e soprattutto sono (ancora) distrutta. Passerà.
Il bello dell’inglese è che se poi aggiungi una particella, on, al moving puoi cambiare addirittura concetto, facendolo diventare quasi filosofico: andare avanti.
Né nel moving né nell’ on né nel traslocare né tantomeno nell’ andare avanti c’è quello che vuoi sapere: verso cosa.
Le parole sono parole, esprimono concetti sintetici quando fortunati. Esprimono concetti aperti in molti casi.
Il trasloco, quello vero, è stato caratterizzato da una immancabile relazione amicale, condita a patatine e pizza, chiacchiere serie e cazzabubbole, dal riderci su in vari modi, dal saltare pericolosamente un gradino e azzopparmi il tallone, dall’indagine sui suoni e sull’aria della nuova strada, non poi così diversi e piacevoli.
Soprattutto rendo grazie a Manu che con la solita Manumobile è venuto in mio soccorso e alla fine della giornata mi ha anche preparato il letto, mi ha portato la cena e puntato la sveglia, preoccupandosi dell’ on.
Sabato e domenica li ho passati a traslocare: non sono riuscita ad essere qui, non ho goduto della primavera incalzante e soprattutto sono (ancora) distrutta. Passerà.
Il bello dell’inglese è che se poi aggiungi una particella, on, al moving puoi cambiare addirittura concetto, facendolo diventare quasi filosofico: andare avanti.
Né nel moving né nell’ on né nel traslocare né tantomeno nell’ andare avanti c’è quello che vuoi sapere: verso cosa.
Le parole sono parole, esprimono concetti sintetici quando fortunati. Esprimono concetti aperti in molti casi.
Il trasloco, quello vero, è stato caratterizzato da una immancabile relazione amicale, condita a patatine e pizza, chiacchiere serie e cazzabubbole, dal riderci su in vari modi, dal saltare pericolosamente un gradino e azzopparmi il tallone, dall’indagine sui suoni e sull’aria della nuova strada, non poi così diversi e piacevoli.
Soprattutto rendo grazie a Manu che con la solita Manumobile è venuto in mio soccorso e alla fine della giornata mi ha anche preparato il letto, mi ha portato la cena e puntato la sveglia, preoccupandosi dell’ on.
Archiviato in:say a word , ordinary life
Gli inglesi sono sempre avanti, anche per il trasloco!
Ma dove ti sei trasferita? sempre a Milano?
Un abbraccio
Ehhhh,l’inglese….rigorosamente con accento made in USA,però!!!!;)
Dottor Killex
Edi: sìsì ho solo cambiato casa! Sono pure più o meno nella stessa zona.
baci.
Gian: bah.